Famiglia Omodei

GENEALOGIA

TRA META’ TRECENTO E META’ CINQUECENTO

SONO DOCUMENTATE SEI GENERAZIONI DI OMODEI

Uomini di toga (giurisperiti e funzionari nell’epoca visconteo-sforzesca) e di tonaca, docenti a Pavia, deputati del Duomo, spesso uomini di cultura, gli Omodei consolidano la propria posizione attraverso un’attenta politica matrimoniale, che consente loro di entrare nelle genealogie delle grandi casate milanesi (tra le altre: i Lampugnano, gli Sfrondati, gli Alzate, i Crivelli e soprattutto i Trivulzio). In parallelo, intraprendono l’acquisizione di beni immobili a Milano e di feudi, soprattutto in Brianza e nell’alessandrino.

 

NEL PRIMO CINQUECENTO IL CASATO SI FRAMMENTA IN PIU’ RAMI 

IL SEICENTO: L’ETA’ D’ORO DEGLI OMODEI

La famiglia Omodei affronta il periodo di crisi del Ducato di Milano, venutosi a creare dopo la fine dell’età sforzesca, con una scaltrezza che la porta ad assumere un ruolo di primo piano nel corso del Seicento: oltre alla ferma fedeltà alla monarchia spagnola e al rigoroso rispetto del maggiorascato, gli Omodei puntano su un attento equilibrio tra i cadetti destinati al chiostro, quelli dediti ad attività economiche e quelli impiegati per ampliare la rete delle relazioni familiari con matrimoni che consolidano la posizione del casato nel patriziato milanese, incrementando altresì le entrate e allungando la lista dei titoli nobiliari di cui si fregiano via via. La loro fortuna economica va ascritta soprattutto all’attività dei figli nati dal matrimonio di Giovanni Giacomo II con Chiara Ghisolfi: Carlo I, Luigi II († 1617), Emilio “il ricco” († 1626), Alessandro († 1628), Agostino II e Vittoria (che andrà in sposa a un “cavalier Scotti”, stando a ciò che restituisce il manoscritto della Real Academia de la Historia). La discendenza è assicurata da Carlo I Omodei († 1625): dal matrimonio con Beatrice Lurani, nasceranno 10 figli.

Riferimenti bibliografici

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Signorolo Omodei

(documentato dal 1345 al 1351)

Uomo di legge, docente universitario a Pavia, revisore degli Statuti milanesi, autore di testi teorici e procedurali, ambasciatore ad Avignone nel 1345, Signorolo Omodei rappresenta la figura tipica del funzionario sotto Luchino e Giovanni Visconti: “un docente prestato alla politica”. Con lui, comincia la fortuna del casato e si avviano i legami con gli ambienti giuridici milanesi al Collegio dei Giurisperiti.

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Il Seicento

(muore nel 1625) 

(Figlia di Giambattista Lurani)

(1610-1674) 

(1612-1687) 

(1610-1633) 

(1636-1704) 

(muore nel 1683) 

(1604 - 1666) 

(post 1601 – ante 1607) 

(1645/6-1665) 

(1654-1725) 

(1608-1685) 

(1616-1636) 

(† post 1685) 

(† ante 1685) 

Figli
Terzo matrimonio

(1605/6-1657) 

(1657-1706)

Galleria dei ritratti

Anonimo - Consilia ac questiones famosissimi utriusque iuris monarche domini Signoroli de Homodeis Mediolani equitis ac comitis, Mediolani, 1521

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